È in graduale crescita l’interesse dei broker per il mercato delle materie prime, anche in Italia. Ma quali prodotti vengono intesi come materie prime su cui si può investire? Per materie prime si intendono principalmente petrolio, oro, argento, metalli industriali come il rame, lo zinco e l’alluminio. Vediamo però nei dettagli quali sono le materie prime e quali sono le caratteristiche delle materie che sono al centro dell’interesse degli investitori grazie al rialzo degli ultimi anni.
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Le materie prime nella Storia
Cominciamo col dire che il mercato delle materie prime è uno dei più antichi al mondo. Come primo rialzo, è passata alla storia dei mercati delle materie prime la famosa febbre dei tulipani. Ci fu un rialzo dei prezzi dei bulbi di tulipano verso gli anni 30 del 1600 che culminò in una rottura considerata uno dei primi crack borsistici. Le tecnologie moderne hanno contribuito molto alla circolazione dei mercati delle materie prime.
Quali sono le materie prime su cui investire
Le materie prime su cui operare possono quindi essere prodotti ottenuti (petrolio, gas naturale) , prodotti di un fabbricante (es. memorie RAM) , riserve finalizzata ad altre produzioni (es. frumento per le imprese alimentari) o ottenute per altri fini (es. riso destinato alla vendita).
Le materie prime vengono chiamate nel gergo anche col termine inglese commodity. Per intendere quali sono le materie prime si può anche dire che queste includano tutti i beni assolutamente standardizzati, merci che è possibile produrre ovunque seguendo standard qualitativi equivalenti e commercializzati che non hanno bisogno dell’apporto di un valore aggiunta. Una materia prima o meglio, commodity, deve anche potersi conservare nel tempo e non perdere le caratteristiche originarie che la contraddistinguono. Tale standardizzazione ne permette la negoziazione sui mercati internazionali.
Solitamente le materie prime sono richieste sul mercato in quanto permettono la sopravvivenza come i fertilizzanti ed i prodotti agricoli, o permettono il funzionamento dell'economia come l'energia o le fonti energetiche, il legname ed i metalli in genere, acciai e microprocessori.
Quali sono le famiglie di materie prime nei mercati internazionali
Le principali materie prime negoziabili sui mercati internazionali sono i prodotti agricoli, i prodotti coloniali o tropicali, i metalli, i prodotti energetici e le carni. Questi prodotti vengono commerciati principalmente con contratti futures nei mercati NYMEX, CBOT, ICE, CME, LME, NYBOT. Non passa giorno che i quotidiani finanziari non dedichino diverse colonne a problematiche legate alle materie prime; anche il rame è stato oggetto di attenzioni particolari dato l’incremento vertiginoso del suo prezzo negli ultimi anni, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “oro rosso”.
Una cash commodity o materia prima fisica, deve rispondere a tre condizioni base per essere scambiata con successo nel mercato dei future:
- Deve essere standardizzata e, per le materie prime agricole e industriali, deve essere in uno stato originario, grezzo e non processato. Esistono contratti future sul grano, ma non sulla farina. Il grano è il grano, il frumento è il frumento (sebbene i diversi tipi di frumento o di grano abbiano diversi tipi di contratti future). Il mugnaio che ha bisogno di future sul grano per evitare di perdere denaro sulle sue transazioni di farina con i clienti, non ha bisogno di future sulla farina. Un dato ammontare di grano fornisce un dato ammontare di farina e il costo della conversione del grano in farina è abbastanza stabile, perciò prevedibile.
- Le materie prime deperibili devono avere una durata di scaffale adeguata, poiché la consegna sui contratti future è differita.
- Il prezzo delle cash commodity o materie prime fisiche, deve fluttuare abbastanza per creare incertezza, il che significa sia rischio che potenziale profitto.







